Michele Farina
Realtà Fluttuanti è una mostra personale di Michele Farina che invita i visitatori a un viaggio immersivo in cui i confini tra naturale e artificiale, fisico e digitale, si fondono in un unico tessuto visivo e sensoriale. Ogni opera esposta fa parte di un ecosistema interconnesso, riflettendo la complessità delle relazioni tra esseri umani, natura e tecnologia attraverso la contaminazione di diversi medium. Il tema centrale della mostra è il concetto di morfismo, originato dai domini della matematica e della Esteticamente, il morfismo si manifesta in forme che si trasformano e si adattano, evocando il continuo processo di evoluzione e cambiamento presente in natura. Le opere presenti esemplificano questa fusione tra organico e inorganico, tra ciò che è statico e ciò che è in trasformazione, offrendo una riflessione sulla fluidità delle forme e delle identità nel mondo contemporaneo. Oltre al morfismo, la mostra esplora il delicato equilibrio tra determinismo e casualità. Se la tecnologia evoca spesso un senso di controllo e prevedibilità, le opere esposte evidenziano l’elemento della casualità giochi un ruolo cruciale nell'habitus della macchina. L'uso degli algoritmi, pur radicato in un quadro deterministico, introduce un margine di incertezza e imprevedibilità. Questa indeterminatezza non è vista come un difetto, bensì come fonte di innovazione e scoperta, simile al processo creativo umano. Le macchine, come gli esseri umani, possono commettere errori, e proprio in questi errori si manifesta una forma inaspettata e autopoietica della tecnologia. Uno degli obiettivi della mostra è, quindi, interrogare il ruolo dell’arte e dell’artista che in questo contesto diventa mediatore tra la macchina e il mondo, creando sintesi produttive che rivelano l'intenzionalità nascosta in ciò che un tempo era considerato un semplice strumento. Le pratiche tradizionalmente umane vengono affidate agli algoritmi, facendoli diventare un partner attivo in un processo continuo e reciproco di rinegoziazione. biologia. trasformazione e Realtà Fluttuanti invita a ripensare la definizione di ciò che è umano, promuovendo nuove forme di convivenza e alleanze tra esseri organici e inorganici, e sfida il pubblico ad aprirsi al nuovo, all’imprevisto e all’imprevedibile.
Anastasia Pestinova
Realtà Fluttuanti
Michele Farina
è un artista e designer multidisciplinare il cui lavoro si sviluppa all'incrocio tra arte, natura e tecnologia. Sta conseguendo una laurea in Belle Arti con specializzazione in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Verona e ha una laurea cum laude in Transportation Design presso l'IAAD di Torino. Le opere di Michele si distinguono per un coinvolgimento profondo sia con i media tradizionali che con quelli digitali, combinando design generativo, modellazione parametrica ed espressione artistica. La sua pratica si caratterizza per l'interesse verso i pattern organici della natura e le potenzialità della tecnologia, temi che esplora spesso attraverso la stampa 3D, installazioni video e arte interattiva. Ha presentato i suoi lavori in numerose sedi note, tra cui mostre personali come Contemplazioni al CRAD di Castelnuovo Rangone e mostre collettive per il MUSE di Trento e l’Università di Trento. Ha inoltre ottenuto riconoscimenti in vari concorsi d'arte, tra cui la finale del Mellone Art Prize e la vittoria nel concorso “La Bella Verona” per la sua opera scultorea ora esposta a Palazzo Maffei. Oltre alla sua pratica individuale, Michele è co fondatore dei collettivi artistici WAN e MACADAME, con i quali organizza mostre e residenze che promuovono la collaborazione tra artisti, musicisti e tecnologi.
michele.d.farina@gmail.com
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