Rebecca Zen

STAMPEDE

Il lavoro di Rebecca, mi fa subito venire in mente un’operazione cognitiva del gioco infantile che diventa strumento assoluto per la fabbricazione delle fantasie nel bambino: il sovrapporre giocattoli provenienti da set diversi e oggetti di uso comune per creare ambientazioni e contesti autotrofi che mettano in scena qualche tipo di quest. Un’avventu ra in cui le fantasie infantili possano prendere forma e dare il via alla stratificazione immaginifica di signi ficati che caratterizza la necessità di traslare in modo visionario e autonomo un oggetto in un altro. Come il gioco infantile nei primissimi anni della vita, la pittura di Rebecca si configura come necessità di costituire un laboratorio dello spazio, ovvero un luogo dove modellare e sperimentare nell’orizzonte della finzione, della battaglia o dell’avventura, in ogni caso dell’impresa. I giocattoli, i pani e gli oggetti di uso comune diven tano elementi architettonici che vanno a costruire, intessere, comporre la tessitura di uno spazio fanta-mitologico ed epico, vasto nella sua sceno grafia fatta di cose e di persone fittizie. Rebecca ama collezionare questi oggetti che sono le basi concrete di un repertorio fantasmagorico e figurato che trova vita all’interno delle immagini che ella con cepisce. Il rombo trionfante degli elementi naturali, estremi e sublimi, che Rebecca necessita di evocare in raffi nato pendant con giocattoli provenienti da immagi nari lontani, esotistici, che in questo periodo della sua produzione richiamano l’iconografia Far West, ed in particolare un elemento estremamente strug gente di questo mondo, ovvero la caccia al bufalo portano alla necessità di introdurre la categoria anglosassone di stampede. Il tumultuoso e disordi nato fuggi fuggi di una enorme mandria, una massa di animali erbivori quadrupedi, ben si adatta come termine riassuntivo delle istanze che recano Rebecca alla ricerca di immagini scatenate. Visioni di terremoto e vulcano, evocate però da metafore confortevoli e ludiche. Immagini che fanno casino. Strilla di aquile. E quale può essere la ciliegina sulla torta in tutto questo? Ma la ciliegina e la torta, ovviamente. Il cibo come elemento architettonico e paesaggisti co nella poetica di Rebecca, soprattutto grazie allo strumento della sua consistenza, e alla sinestetica contrapposizione con le atmosfere belliche cariche di polvere da sparo e grida di avventurieri, diventa efficacissima invenzione per moderare lo span nung. Una tensione che deriva da una rinegoziazio ne del ruolo tradizionalmente attribuito alle consi stenze e alla fragranza, al ruolo semantico che la categoria “cibo” porta con sé, un cambio di prospettiva carico della sensibilità del gioco. De Gregori sul mondo di Rebecca Zen direbbe che: Tra bufalo e locomotiva La di erenza salta agli occhi La locomotiva ha la strada segnata Il bufalo può scartare di lato e cadere.

Ariele Bacchetti

Rebecca Zen

(Castelfranco Veneto, 2000) nel 2023 consegue il diploma accademico triennale in Arti Visive e Discipline dello spettacolo, specializzandosi in Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Attualmente è iscritta al bienno del medesimo corso di indirizzo. Vive e lavora a Venezia. Dal 2021 partecipa a Extra Ordinario (ed. II,III,IV), laboratorio aperto di pittura, workshop e mostra collettiva a cura di Daniele Capra, Nico Covre, Nebojša Despotović, Carlo Di Raco, Martino Scavezzon e dell’Atelier F, presso padiglione Antares Polo tecnologico VEGA di Marghera (VE). Nel 2024 ha preso parte a diverse mostre colletti ve, tra cui Lost in the garden curata da Domenico De Chirico presso la casa-studio di Iva Lulashi (MI), Tropes of vulnerability a cura di Saverio Rufini presso lo Spazio Punch (VE), Antares presso Magazzini del Sale 3, curata da Carlo Di Raco, Martino Scavezzon (VE). Nel 2023 è finalista della quin dicesima edizione del Premio Nocivelli (BS) e ha partecipato alla collettiva Murato fuori non vi feci caso. Sguardi sul con ne, curata da Arianna Campanelli, Mario Bronzino e Stefania Lo Porto presso le scuderie della Cavallerizza Reale (TO).

@rebecca_zen