Sebastiano Pallavisini

La mostra propone una riflessione sull’interconnessione tra l'uomo e l'ambiente, tentando di liberare gli animali dalla percezione antropocentrica e dalle rappresentazioni simboliche che, fin dall’antichità, li hanno ridotti a riflessi della natura umana e a portatori di significati ultraterreni. Gli animali sono sempre stati presenti nella vita e nell’immaginazione dell’uomo, originando un elaborato sistema di racconti e di simboli, sia in Oriente sia in Occidente. Il loro vigore suscita fascino e al contempo timore, rendendo complessa e mutevole la loro interpretazione nelle varie epoche. Pallavisini si allontana dalle rappresentazioni tradizionali che spesso utilizzano gli animali come metafore per esprimere virtù o vizi umani, e dagli approcci scientifici che li analizzano esclusivamente dal punto di vista zoologico. La sua ricerca, piuttosto, mira a catturarne l'essenza primordiale, svincolandoli da qualsiasi forma di simbolizzazione imposta dall’uomo. Le tele in mostra raffigurano primati e altre creature come un richiamo alle origini dell'essere umano, evocando un tempo di convivenza armoniosa e di condivisione equa dello spazio vitale in un ciclo naturale perfettamente bilanciato, e sottolineando l'urgenza di ritrovare questo equilibrio per preservare il nostro pianeta. La loro comprensione e la riscoperta di un legame con essi possono condurre alla rivelazione di insegnamenti dimenticati dall’umanità, promuovendo inoltre un rapporto sostenibile tra uomo e ambiente, con l’apporto di benefici reciproci. Adottare questa prospettiva implica riconoscere gli animali come custodi di una saggezza ancestrale, un tempo condivisa da tutti gli esseri viventi e obliata dall’uomo con l’avvento della civiltà moderna, che per essere ritrovata necessita di una profonda connessione tra le specie. Attraverso l'uso della pittura, del disegno e della scultura, Pallavisini rappresenta il flusso energetico delle creature del regno animale, prendendo le distanze da una trasposizione zoologica accurata e spesso rendendo irriconoscibili le loro forme convenzionali. Esse appaiono come visioni fugaci, emergenti dalla memoria e da ricordi sfumati, quasi fossero frammenti di sogni o associazioni libere. L'atto creativo è un'indagine istintiva e costituisce un momento di introspezione per l’artista, che cerca di sintonizzarsi con l’essenza del soggetto rappresentato, in una ricerca personale e spirituale del proprio daimon. Gli animali dipinti da Pallavisini si muovono liberamente e con indifferenza verso lo spettatore, popolando la superficie della tela con una selvaggia autonomia. L'artista suggerisce le loro forme, che spesso sfuggono alla nostra percezione visiva, creando un intreccio pittorico di corpi e sagome di diverse specie che ne trasmette la vitalità e la forza intrinseca. Le linee fluide e sinuose dei suoi disegni a inchiostro ricordano l'antica tradizione artistica orientale, in particolare quella cinese e giapponese, ma rimandano anche alle raffigurazioni rupestri delle prime civiltà umane. Le sculture si presentano come entità autonome, risultato di un processo creativo in cui l’artista rinuncia a imporsi come padrone assoluto, abbracciando l'imprevedibilità e l'autonomia dei materiali ed esaltandone la spontaneità e l’unicità. Le opere di Sebastiano Pallavisini ci invitano a guardare oltre le nostre percezioni antropocentriche, promuovendo un rispetto rinnovato per il Pianeta e una comprensione più autentica degli esseri che lo abitano. Attraverso le sue opere, l’artista ci ricorda che il destino dell'umanità è indissolubilmente legato a quello della natura, e che solo riconoscendo e rispettando questa interconnessione potremo garantire un futuro sostenibile per tutte le creature della Terra.

Lisangela Perigozzo

BESTIE SENZA PADRONE

Sebastiano Pallavisini

(Udine,1999) nel 2023 consegue il diploma di primo livello in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Di recente entra a far parte del collettivo Fondazione Malutta. Ha partecipato a diverse residenze di Dolomiticontempora nee tra cui Progettoborca. La sua ricerca artistica indaga gli aspetti primordiali della natura e soprattutto del mondo animale, ricercando costantemente una connessione con l’ambiente in cui viviamo. Sebastiano lavora principalmente con la pittura, il disegno e la scultura applicati a diversi materiali, prevalentemente poveri o di origine naturale. Attualmente vive e lavora tra Udine e Venezia.

@seba_pallavisini