Steven Witzani

POLENA

Scultura lignea, spesso di figura umana o animale situata sulla prua delle navi, il suo significato decorativo e simbolico era legato al motivo dell'imbarcazione. Nella grande epoca della vela raggiunse forme spettacolari, con rappresentazioni mitiche e allusive al nome della nave

Per parlare di un inizio occorre tornare a un'origine: bisogna chiedersi perché sia ancora necessario il genere figurativo in pittura e quale direzione i giovani artisti debbano intraprendere. Una ricerca feconda è capace di relazionarsi con gli aspetti che regolano la nostra vita quotidiana. Ci invita a riflettere su quale sia il nostro sguardo sul mondo e quali siano le proprietà che determinano una particolare visione. Nelle mie conversazioni con Steven Witzani mi sono spesso interrogata sui significati che si nascondono dietro i suoi scenari reconditi: una pittura enigmatica e sensuale, capace d'immergerci in un'atmosfera al tempo stesso oscura e morbida.Da artista, le sue risposte erano molteplici; da persona, invece, il suo animo tornava spesso nei luoghi che avevano custodito un segreto nella sua memoria. Anche in un posto come Nove, nel Vicentino — apparentemente lontano dal mondo della pittura — si celano elementi che, dietro la tradizione della ceramica, raccontano qualcosa di più misterioso della materia stessa. Steven mi parlava delle sue visite alla fabbrica Zen, un laboratorio ormai abbandonato, dove nel 1924 il proprietario fece erigere una notevole statua, ancora oggi visibile a iato dell'edificio. La figura di terracotta sembra affiorare dalla parete affacciata sulla strada, come se si protendesse dalla prua di una nave, tenendo tra le mani un piccolo vaso. Nel tempo, tra le braccia defla figura femminile e l'intonaco del muro, si è formato un sottile strato di vegetazione, come a suggellare ancora una volta il legame tra la figura e la materia inerte. Questa immagine racconta la nostra esigenza di unire elementi diversi, come accade nella polena di una nave: da inserto artigianale, ridotto a ornamento funzionale, essa diventa un simbolo, un rimando al nome e all'identità stessa dell'imbarcazione che la accoglie. Attraverso la tecnica del collage — di analoga derivazione — Witzani compone un universo fatto di dettagli eterogenei: frammenti di corpi, tessuti, oggetti che, nel loro incontro, generano nuove relazioni di forza e di significato. Nella pittura a olio e nell'acrilico su tela, in piccole e grandi dimensioni, queste componenti prendono vita e densità, pur mantenendo un'aura di ambiguità e sospensione. Le opere in mostra possiedono una fisicità palpabile: la temperatura del colore e le immagini velate ci fanno attraversare una sorta di nuvola arcana. Dal vuoto sorge il significato, dalla tensione di due elementi nasce la narrazione. È in questo spazio intermedio, tra chiarezza ed enigma, che emerge una figura, sostenendo un unione.

Daniela Leòn Molina

Steven Witzani

Pittore formato a Venezia, si avvicina inizialmente a Padova all'illustrazione editoriale di campo fumettistico. Segnato dai due diversi approcci tra le due discipline accademiche dei primi anni decide poi di indagare attraverso la pittura i principi regolano un racconto veicolato dalle immagini. Negli ultimi due anni partecipa come finalista alla Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa e dal 2020 frequenta il workshop Extra Ordinario, laboratorio estivo di pittura a Marghera. Nel 2025 entra inoltre nella residenza artistica Lami-Genolini, programma atto ad avvicinare giovani artisti a realtà curatoriali attive.